665 77. Mentre Francesco, pieno di malattie e quasi
prossimo a morire, si trovava nel luogo di Nocera, il popolo
di Assisi mandò una solenne deputazione a prenderlo
per non lasciare ad altri la gloria di possedere il corpo
dell'uomo di Dio. I cavalieri, che lo trasportavano a cavallo
con molta devozione raggiunsero la poverissima borgata di
Satriano, proprio quando la fame e l'ora facevano sentire
il bisogno di cibo. Ma per quanto cercassero, non trovarono
nulla da comprare. Allora i cavalieri tornarono da Francesco
e gli dissero: «E’ necessario che tu ci dia parte
delle tue elemosine, perché qui non riusciamo a trovare
nulla da comprare».
«Per questo motivo voi non trovate, - rispose il Santo
- perché confidate più nelle vostre mosche che
in Dio». Chiamava evidentemente mosche i denari. «Ma
– continuò - ripassate dalle case dove siete
già stati e chiedete umilmente l'elemosina, offrendo
in luogo dei denari l'amore di Dio! Non vergognatevi, perché
dopo il peccato viene concesso tutto in elemosina e quel grande
Elemosiniere dona largamente e con bontà a tutti, degni
e indegni».
Deposta la vergogna, i cavalieri andarono subito a chiedere
la carità, e trovarono da comprare assai più
«per amore di Dio» che col denaro. Tutti offrirono
a gara, con volto lieto, e non dominò più la
fame, dove prevalse la ricca povertà.